DELLA DISLESSIA O DEL PENSARE VELOCE di Francesco Gambaro

Seguo da tempo certi dibattiti modaioli sulla dislessia, l’amalattia che fu tra l’altro di grandi pensatori che pensavano più veloci come oggi quelli della Mercedes su quelli della Ferrari, come le nostre dita sulla tastiera del computer prima che il display, che una consonante prima di un’altra consonante, che una vocale prima di una consonante e viceversa, per naturale prio di arrivare prima che il tempo ci scalzi. Oggi ascoltando un servizio di TGR Campania, (qui in Sicilia la RAI non ci onora di un TGR siciliano) apprendo di un convegno napoletano su questa grave malformazione psichica che riguarda il 3% dei bambini e me ne voglio scappare veloceveloce in Congo e raggiungere il mio amico Beppe Diana che in piroga trasporta medicinali e salva bambini con l’ernia strozzata, forse anche loro tragicamente, occidentalmente dislessici.

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