IL DESOLATO

Durante l’ora di applicazioni tecniche, sostenendo l’inutilità di cose come imparare a traforare un foglio di compensato o costruire un circuito elettrico elementare, il professore ci insegnò a usare una pistola. Gli allenamenti, per i seguenti fatti pratici, non cominciarono prima di aprile di quell’anno, 1974, periodo in cui i topi, sbucando dai tombini di via Emerico Amari, si arrampicavano lungo i canaloni del palazzo di fronte la scuola seguendo le scie odorose generate dalle prime ondate di caldo. Passavano sotto gli scarichi del secondo piano e tentavano l’arrembaggio al terzo, dove qualcuno, puntualmente, stoccava grossi sacchi di spazzatura sul balcone per giornate intere. Inutile, quindi, specificare chi o che cosa fosse il nostro bersaglio. Ma il preside, un bel giorno, inoltrò ugualmente una formale richiesta di chiarimento al professor Terrana, dicendosi desolato ma costretto a quell’indagine da fatti sopraggiunti il giorno prima. Erano i topi? Erano i sacchi di spazzatura? O era l’uomo che li depositava tutte le mattine?

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