PER FAVORE UNO CHARTREUSE AL SANGUE

il sangue esce da un’orecchia una goccia sul cotton fioc una goccia sulle labbra una goccia sul glande coperto diversamente educato al cerume il sangue ha ora i colori del giallo o del verde chartreuse verde sempreverde senza virgola nienterbe niente verdura oggi solo colori della partita di calcio qualenonsisammai colori da scontri di testa testa a testa con i tuoi avversari un colpo al naso un altro all’orecchio ecco il sangue sgorga dalle latitudini del mappamondo di latta dalla cipolla del piede dalla voce stessa sgorga sangue anziché parole urla di aiuto non si ferma non è l’ugola più sotto sgorga dalle ferite naturali dello stomaco del fegato il sangue esce dalla pipì una volta era gialla ora che la volevo in bianco e nero esce rossa come il capello che più ho amato non mi crescevano solo bianchi i capelli della barba una volta me ne crebbe uno rosso rosso come i farmaci che compro in farmacie rosso come le insegne verdi delle farmacie e che colore rosso hanno le farmaciste che nomi una si chiama sliema l’altra tamburino eppure il sangue sgorga dalle non dalle sgorga e basta un po’ dentro un po’ fuori certe piccole commozioni cerebrali ha la camicia sergé di luigi il caldo pullover margherita di margherita la scarpa stretta di mr parginson sanguina dall’alluce noi non riusciamo a togliergli la scarpa nel bar è un tumulto mi sfrego le dita per strappargli meglio la scarpa e le mie dita sanguinano sangue come un sanguinaccio faccio la cacca rossa che protesta perché non si sente bene in salumeria in un agriturismo che si rispetti sanguino dal resto non è un corpo ma certe volte uno spigolo della porta del vecchio appartamento sanguina il pallone che ieri ho regalato a mio figlio sanguina mi dice il prete perché mi stai tirando il collo così forte gesù perché così sanguina di più nell’allegra fattoria dei sentimenti sanguina di più l’innamoramento dell’abbandono i tasti del pianoforte rossoneri i gol di menichelli contro il mantova 7 a 1 l’ottavo il cartellone luminoso non l’avrebbe potuto contenere la mia domanda al primo amico che aveva comparto il tivvì a colori ma si è visto veramente in rosso il sangue fi griffith colare dal sopracciglio rotto nascondere l’occhio calarsi sul tivvì come un tendone da teatro porpora certo uguale come eravamo contenti lui di averlo visto io di averlo immaginato ma il sangue che fa grumo tra i peli un fiore mai colto oggetto della stravaganza del desiderio della cerca di massaie per trastevere il verde finto del radicchio sale come una lucertola dalla pentola che bolle fa quasi tenerezza vista con la lente di ingrandimento un idra handicappata sale si affaccia sul  bordo nel dubbio le do un colpo con la paletta del rimescolo per accoglierla meglio poi nella mia pancia

 

(da SESCION – 7 Siciliani – I quaderni del Battello Ebbro, Macerata, 2013)

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