“Rotte involontarie” di Gaetano Altopiano

La vicenda si divide in due parti. Nella prima, l’uomo, nasce in un sobborgo di Copenaghen e compie studi regolari fino al diploma superiore. Si impiega in un negozio d’antiquariato e conosce un russo che lo inizia al gioco d’azzardo. Il gioco lo porterà alla rovina, ma in compenso lo istruirà a un punto tale da renderlo in grado di formulare teorie matematiche che molti riterranno attendibili (A. Norgaard, emerito professore di matematica, gli sarà amico). Nella seconda, vuole chiamare la moglie e invitarla ad andare a letto. La signora è abituata a restare in salotto e lì spesso si addormenta prima dell’ora consueta. Dalla bocca, però, stranamente non esce il nome della donna ma il suo. E’ terribile. Lui prova e riprova, ma niente. L’unico nome che esce è il suo.  

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