“Umanissimo bisogno di calore” di Gaetano Altopiano

Ho sognato di aver perso il cofano della macchina. Che brutta sensazione: la mia bella bmw sembrava il rottame di un motoscafo, tutto il davanti era ridotto a un ammasso nero. Mi sono sentito stranamente nudo. Come avere perso scarpe e pantaloni. Come, piuttosto che guidare, condurre un pedalò a mare o come se mi avessero scoperto le gambe all’improvviso. Era stata mia moglie infatti, tirando la coperta tutta dal suo lato, a scoprirmi. Quello che non capisco è perché fatti così semplici, come appunto poter sentire freddo di notte, o magari sentire un rumore, nel sonno, puntualmente diventino complicati, a volte persino irrisolvibili tanto sono staccati dalla realtà. Ci sarà pure una ragione e gli psicologi lo sapranno. Il dubbio borgesiano secondo il quale tutti potremmo immaginare come possibile la notizia della presenza di unicorni sulla luna, ma nessuno ammetterebbe come possibile il fatto che sulla luna il numero 3 possa essere un 14 nei sogni, dunque, non avrebbe senso. Nella voragine di un viaggio notturno tutto è possibile. Tranne una cosa: che la donna possa perdere il suo senso pratico. La tiratina di coperta della mia signora non nasceva da un sogno, ma da umanissimo bisogno di calore. Lei lo ha detto. 

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